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Come si è trasformata la comunicazione dei brand nel corso degli anni? ?
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??1950-1990: il contenuto spiega le specifiche del PRODOTTO ?? il prodotto/servizio è al centro.
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??1990-2012: il contenuto è orientato al CLIENTE ??gli spot fanno leva sulle emozioni e sull’individuo.
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??2012-2017: il pubblico cerca VALORI ?? il cliente vuole sentirsi parte di qualcosa di più grande.
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??2017-in corso: il contenuto si “sposta” nel DIGITALE ?? contatto diretto con il cliente tramite canali interattivi.
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Il content 4.0: racconta STORIE VERE, fidelizza gli utenti li coinvolge.Il brand che saprà instaurare un dialogo alla pari con i propri clienti, ne uscirà VINCITORE.
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Il branding si basa sulle promesse. Ogni brand sceglie una promessa chiara e trasparente e si continua a ribadire continuamente.

La parte difficile è mantenere quella promessa. Se non la mantieni la fiducia se ne va, la tua parola sarà svalutata e il pubblico diventerà più scettico.
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Se invece la mantieni, il tuo cliente si fiderà di te! Si legherà al marchio, snobbando i competitor. Perché nessuno ha voglia di cambiare qualcosa che va già bene così.
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Esperimento ad alto rischio: è possibile inventare uno slogan in pochi minuti? Scoprilo guardando il video!

Nel marketing il claim ha una funzione ben precisa: attirare l’attenzione dell’audience con una manciata di parole. Non ci sono vere e proprie linee guida, ma ecco un paio di consigli utili:

• sii chiaro e tangibile

• rimani sulle 3-6 parole max!

• attieniti ad un solo claim per campagna

Qui ho inventato un claim per dei fazzoletti usa e getta, in soli 3 minuti. O almeno… ci ho provato!

Perché i grandi marchi e i politici non cambiano mai il loro modo di comunicare? Per 3 motivi:

• la nostra mente è “limitata”
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• odiamo la confusione
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• i cambiamenti ci spaventano

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Perciò, nella tua comunicazione, mantieni lo stesso messaggio, ripetendolo più e più volte. Lascia che il pubblico ti identifichi con una parola, una frase o uno slogan: otterrai una comunicazione semplice, univoca e memorabile.

La volta scorsa abbiamo passato in rassegna le varie ere videoludiche; ora facciamo un passo in avanti parlando di qualcosa che non può mancare in ogni buon gioco: il #content!

Ecco una (personale) carrellata di titoli, più e meno datati, i cui contenuti hanno appagato molti animi NERD. Here we go:

?? Mario Bros. Nella saga dell’idraulico più famoso al mondo le cutscenes sono limitate ma già altamente funzionali, per lo più inserite tra un livello e l’altro!

?? GTA San Andreas. Uno dei #sandbox più giocati al mondo,grazie anche alle numerose cutscenes che assumono un’importanza focale. Il giocatore “entra” nel gameplay, immedesimandosi nel protagonista.

?? The Last of Us. Trama avvincente, ambientazioni suggestive, linea narrativa conturbante. I contenuti video di questo #survival richiamano inoltre alcune icone pop cinematografiche e televisive. Serve aggiungere altro?

?? Fortnite: il #battleroyale più giocato di sempre ha tenuto sulle spine i suoi milioni di giocatori dopo l’ormai celebre evento “the end”. Se questo non è content di prima qualità, cosa lo è?

?? Half Life 3. VR e content: un connubio perfetto. L’esperienza della realtà aumentata potrebbe rappresentare la nuova frontiera della narrazione videoludica. Non ci resta che attendere… e provare!

 

 

Nel corso di oltre 40 anni, il mondo videoludico ha visto il susseguirsi di varie ere o periodi, ognuna caratterizzata da un genere di punta e da una specifica tipologia di content. Riassumiamo i 5 generi principali.

1. ARENA o ARCADE, i precursori di qualsiasi gioco odierno, caratterizzati da avventure suddivise in livelli o missioni (PAC-MAN, Crash Bandicoot, The Legend of Zelda, Super Mario).

2. SANDBOX, si svolgono in ambientazioni estese e prive di limiti in cui il player esplora la mappa senza l’obbligo di seguire nessuna task. (Minecraft, Fallout, Assassin Creed, Age of Empire, GTA).

3. SURVIVAL, la parola stessa dice tutto, tra i titoli più gettonati: The Last of us, The Forest , Days Gone…

4. BATTLE ROYALE, si basano sulla sopravvivenza dei vari giocatori che si scontrano tra di loro in un’arena (come non citare Fortnite!).

5. VR, la virtual reality sta prendendo sempre più piede e per molti rappresenta il futuro del gaming, nonostante gli ancora evidenti limiti tecnici. Vedremo come si evolveranno…

Per ora ci fermiamo qui, ma vi diamo appuntamento per la seconda parte NEXT WEEK!

 

 

Dilemma amletico che colpisce molti brand e imprenditori: “meglio affidarsi a un’agenzia o a un freelancer per la mia comunicazione?” La risposta giusta non c’è, tutto dipende dalle esigenze specifiche: passiamo quindi in rassegna i pro e i contro delle due scelte!

 

FREELANCER

-VANTAGGI: costa meno; è più facile da reperire

-SVANTAGGI: competenze limitate; non c’è controllo qualità esterno; gestirlo può rivelarsi difficile

 

STUDIO/AGENZIA

SVANTAGGI: costa di più; più burocrazia

VANTAGGI: stila una strategia; organizzazione più capillare; controllo qualità; ha a disposizione un intero team

 

E voi, a chi vi affidereste?

Non c’è due senza tre! Torniamo a “pimpare” loghi, ma questa volta con un nuovo, piccolo esperimento: fare il redesign di brand famosi!

E se… IKEA diventasse un fashion brand? Check it out! ?

Che redesign vorresti vedere nel prossimo episodio? Scrivicelo in un commento! ?

 

 

I nuovi biscotti di Ferrero infiammano i social e vengono presi d’assalto negli scaffali dei supermercati di tutta Italia. Con 8 milioni di euro di fatturato nelle prime 3 settimane il brand dà l’ennesima prova (se mai ne servisse un’altra) che Nutella smuove il cuore – e il portafogli – degli italiani.

Ma a cosa si deve una simile acclamazione nazionale? Analizziamo questo fenomeno di marketing stilando una ricetta dei 5 ingredienti del successo:

1.Packaging e peso.

2.Hype mediatico.

3.Dipendenti come testimonial.

4.Effetto scarsità.

5.Brand.

E voi, li avete già provati? Li avete amati, odiati, trattati con sufficienza o trangugiati con avidità?

Si sa, la creatività non è nulla senza il CONTROLLO. Eppure un controllo troppo rigido rischia di imbrigliare il talento del team. Ma con qualche accorgimento e dei simpatici tools, organizzare un team non è più una mission impossible. Tre consigli al volo:

1.Pianifica le RIUNIONI e segui il SAL in modo che i collaboratori siano sempre aggiornati e a conoscenza su tutti gli sviluppi del progetto

2. Utilizza uno metodo di lavoro AGILE che ti permetta di suddividere il workflow in blocchi customizzabili .Un software online molto utile è TRELLO.

3.Utilizza SLACK. Una piattaforma veloce, intuitiva in grado di ottimizzare i tempi di lavoro e la comunicazione del team.

La cosa importante è avvalersi sempre di strumenti malleabilii, capaci di adattarsi al gruppo di lavoro e non viceversa. Perché, come diceva Edmund Husserl “una scoperta è un misto di istinto e di metodo.