fbpx

La parola d’ordine per ogni graphic designer che si rispetti è: OTTIMIZZARE.
In questa tip il nostro Norberto ci mostra come si possono ridurre le tempistiche del processo creativo su Illustrator, con l’aiuto di alcuni semplici accorgimenti e di una massiccia dose di shortcuts:

“O”: strumento riflesso. Se un oggetto è simmetrico, questo shortcut vi fa risparmiare letteralmente metà del lavoro;

“ctrl /cmd+F”. Permette di copia incollare gli elementi nella stessa posizione e livello del foglio precedente;

X / Shift+x: seleziona traccia/riempimento, inverti colore traccia/riempimento. Così non passerete più le ore a cercare il visualizzatore colore sulla barra sinistra.

 

Non serve essere Alberto Angela per capire che il numero tre – in ambito sociale e culturale – è utilizzato per enfatizzare un messaggio e renderlo più memorabile.

A livello comunicativo il 3 facilita la memorizzazione: tre elementi, tre parole, tre parti. Il fine: innescare una risposta, una reazione e imprimere il concetto nella memoria del ricevente.

Volete qualche esempio? Il buon Victor ne ha quanti ne volete:

• cinema e tv;
• slogan;
• adv;
• musica.

 

Long time no see! Natasha – aka ‘la paladina della fonetica’ – risale nel ring per affrontare un’altra sfilza di inglesismi pronunciati male.

Un secondo round da togliere il fiato, in cui la nostra madrelingua le suona a dovere ad una carrellata di termini, legati al mondo del business:

• Awareness
• Purchasing
• Stage
• Packaging
• All inclusive

… and many others!

Domanda per tutti gli anglofili (e non): quale tema o argomento legato alla lingua inglese vi piacerebbe vedere affrontato nella prossima tip?

Una grande battuta può rendere un film memorabile, e la storia del cinema è costellata di lines celebri, ormai entrate nell’immaginario collettivo.

Ma quali sono invece le battute peggiori di sempre? Quelle che, quando le senti, alzi gli occhi al cielo pregando che quella tortura finisca presto?

Ecco la personale (e superflua top 10 di Simone sulle frasi più scontate, trite, avvilenti e abusate del grande schermo:

10 “I could tell you, but then I’d have to kill you”

9 “We’re not so different you and I”

8  “You look like shit!”

7  “I was born ready!”

6  “There is a storm coming”

5  “We’ve got company!”

4  “Is that all you’ve got?”

3  “Get out of there!”

2  “I have a bad feeling about this”

1  “I’m too old for this sh*t!”

 

Ok, hai appena finito di presentare il progetto al cliente:
hai usato le parole giuste, toccato i tasti giusti, insomma, è stato un successo.

Ma, alla fine, lui/lei se ne esce con: “Sì tutto bellissimo, maaaaaa… quanto mi costa?

La questione si fa delicata: come posso rispondere a questa domanda in modo efficace?

Ecco 5 consigli del nostro Luna per rispondere in modo efficace all’obiezione del “quanto costa”:
1. Crea un’ANCORA di prezzo
2. Fallo focalizzare sul BENEFICIO
3. Usa il SOLO noi
4. Ricordati che anche lui ha “BISOGNO” DI TE
5. Sii FLESSIBILE.

 

Sapete chi era il miglior amico di Alfred Hitchcock sul set? Lo storyboard: nel girare ogni scena, il maestro del suspense seguiva alla lettera le indicazioni scritte in precedenza.

Ma che cos’è lo storyboard? È la rappresentazione grafica di un contenuto destinato ad essere filmato (un video, un film, uno spot…). Visivamente è simile a un fumetto: è diviso in riquadri, in ognuno dei quali è illustrata una scena o un’inquadratura.

Spesso viene corredato da indicazioni tecniche come movimenti di macchina, dei personaggi, dialoghi, strumentazione da utilizzare… insomma contiene una miriade di informazioni utili al regista (e alla troupe) durante la fase di produzione.

Alzi la mano chi di voi ha mai creato (o aiutato a creare) uno storyboard!

Ok, abbiamo avuto un’idea stratosferica per un video, una campagna o un logo ma dobbiamo ancora presentarla al cliente: come fare?

No panic, ladies and gentlemen: per (con)vincere con un sales pitch da 10 e lode, basterà evitare 7 errori che il nostro Simone ha riassunto per voi:

• NON partire troppo presto

• NON dimenticarti gli obiettivi

• NON usare diminutivi

• NON finire con “e niente”

• NON scuotere la testa

• NON usare il “secondo me”

• NON dimenticare le tempistiche

Ma branding e marketing sono la stessa cosa? Diciamolo subito: NO! Fare branding e fare marketing sono due cose diverse e richiedono competenze e strumenti differenti.

Se il fine ultimo del marketing è la conversione economica, quello del branding è comunicare il brand. La differenza sostanziale è che il branding mira a conoscere TE STESSO, te azienda, i tuoi valori, la tua storia, mentre il secondo mira a conoscere il TUO CLIENTE e a targetizzarlo.
?
Morale della favola: branding e marketing sono complementari. Uno non esclude l’altro, anzi, possono (e devono) lavorare in sinergia per valorizzare un brand a 360 gradi!

Cosa rende memorabile un film? Gli attori, la regia, la fotografia, la colonna sonora? Acqua, acqua La risposta è: lo SCRIPT!

Lo script (o sceneggiatura) è un testo destinato a essere girato e a diventare un film, una serie, un video… è cioè la storia che vediamo trasposta sullo schermo

Il modello più conosciuto di uno script è la “struttura in 3 ATTI” di Aristotele, che divide la narrazione in 3 momenti:

• ATTO I – Setup. Si introducono i personaggi, il setting e la vicenda.

• ATTO II – Confrontation. Il/la protagonista affronta una serie di ostacoli.

• ATTO III – Resolution. La tensione tocca il punto massimo e si risolve.

Vi siete mai chiesti perché, al cinema e in televisione, ci sono delle BANDE NERE sopra e sotto l’immagine? Ve lo spiega il nostro Leon!

In questa tip si parla di aspect ratio, messinscena, proporzioni e tanti altri paroloni che mandano videomaker e cinefili in estasi!
?
Dopo un excursus storico sull’evoluzione delle proporzioni cinematografiche (e televisive), passiamo a qualche esempio.
E scopriamo le tecniche utilizzate da registi del calibro di:
?
• Christopher Nolan
• Wes Anderson
• David Lowery
?