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Attori, location, budget, luci, sopralluogo, strumentazione, corpi macchina… aaaah! Organizzare una produzione video può rivelarsi un vero e proprio incubo.

L’unico modo per sventare un potenziale disastro? PIANIFICARE. Programmare ogni step (pre e post) produttivo al dettaglio, preparandosi anche al peggior imprevisto.

In questa tip, Marco dispensa qualche dritta da producer in erba, riassumendo alcune delle fasi cruciali di ogni produzione che si rispetti:

• Stendere uno storyboard;

• Confrontarsi con il team creativo;

• Fare un sopralluogo;

• Contattare attori e attrici;

• Stilare una tabella di produzione.

La stesura di uno script e? un processo estremamente lungo. Draft su draft, revisioni su revisioni, ore spese a pensare al minimo dettaglio.

Eppure anche ai piu? grandi sceneggiatori a volte sfugge un particolare che rischia di far crollare tutta la struttura narrativa come un castello di carta in mezzo al tunnel del vento.

Perciò oggi beccatevi questa brutale classifica dei 10 BUCHI DI TRAMA peggiori di sempre, che non vi faranno più guardare alcuni film allo stesso modo.

10. ARMAGEDDON (1998) – Non sarebbe stato piu? facile addestrare degli astronauti a trivellare, piuttosto che addestrare dei trivellatori a diventare astronauti?

9. RITORNO AL FUTURO (1985) – Quando Lorraine e George McFly si rendono conto che il loro figlio e? la copia sputata di Levis Strauss, non vanno fuori completamente di melone?

8. INDEPENDENCE DAY (1996) – Jeff Goldblum disattiva gli scudi protettivi della nave alinea scrivendo una linea di codice nel suo Mac. Ma… com’è possibile che un computer del ’95 sia compatibile con i loro sistemi?

7. TOY STORY (1995) – Se Buzz Lightyear a inizio film crede di essere un vero space ranger, perche? quando entra un essere umano nella stanza va in freeze come Andreotti dalla Perego?

6. EDWARD MANI DI FORBICE (1990) – Edward amava scolpire statue di ghiaccio in casa sua. Ma come ha fatto a trasportare il ghiaccio fino a lì se non puo? afferrare nulla con le sue mani? Corriere Amazon?

… scoprite le prime 5 posizioni guardando il video!

Se sei una di quelle persone che non può fare a meno di usare parole come “taggare”, “uplodare” e “skippare”, allora preparati: l’ira di Natasha sta per abbattersi su di te!

In questa tip, la nostra madrelingua bacchetta amici, colleghi, parenti, conoscenti… e tutti quelli che si ostinano ad italianizzare parole straniere, invece di affidarsi alle decine di alternative che ci offre il vocabolario.

Ecco un po’ di termini che entrano di diritto nella lista nera

• Splittare
• Bookare
• Skillato
• Brandizzare
• Clusterizzare

… per scoprire gli altri guardate il video!

Qual è il trucco dietro gli n-mila contenuti (online ed offline) che ci appassionano, ci divertono, ci attirano verso lo schermo come falene verso una lanterna?

Ce lo spiega il buon Victor: a quanto pare esistono 5 REGOLE capaci di coinvolgere anche lo spettatore più scettico. Siete scettici anche voi? Allora guardate il video!

• SIPARIO – Il sipario segna l’apertura (o la chiusura) della comunicazione tra l’emittente e il ricevente. Il suo obiettivo è quello di SEPARARE un contenuto, o una parte di esso, da un altro.

• RITARDO – L’emittente che INTERROMPE di proposito la comunicazione permette al ricevente di riflettere sul messaggio. La conseguenza? Curiosità ed aspettative salgono al soffitto! Pensiamo alla suspense della narrativa thriller.

• DIREZIONE DEL CONTENUTO – Provate ad assumere la posa di qualcuno che pensa al futuro. Molti avranno alzato lo sguardo orientato il volto verso destra. Questo movimento indica PROGRESSO, futuro e positività. Good vibes only.

• SVOLTA NARRATIVA – Un escamotage per rendere il contenuto più memorabile è quello di VANIFICARE le aspettative del pubblico attraverso una svolta narrativa fuori dagli schemi, (quasi) impossibile da prevedere. Fight Club docet.

• RICHIAMO ALLA MEMORIA – È un vero e proprio trigger comunicativo, capace di INNESCARE reazioni inconsce, nascoste e non immediate nella mente del ricevente, il quale interiorizza il messaggio con facilità.

Simone risponde ad alcune domande esistenziali che ogni sales manager si pone durante la sua vita (professionale): Chi siamo? Da dove veniamo? Ma soprattutto, come faccio ad ottenere più clienti? E la risposta è: con il PASSAPAROLA!

A forza di utilizzare tool digitali (advertising online, social media, email marketing…) a volte ci dimentichiamo di quanto sia importante una referenza diretta. Perché è così importante? Perché le persone si fidano di altre persone, che si fidano di altre persone, che si fidano di altre persone… insomma, avete afferrato l’idea.

Ecco tre consigli utili per chiedere le referenze ai clienti:

• Chiedilo al momento giusto. Magari alla fine del progetto, quando il cliente è soddisfatto (si spera!);

• Motivalo. Spiega sempre il perché ne hai bisogno (e magari aggiungi un incentivo per il cliente);

• Rendigli il lavoro più facile. Prepara già tu una mail di presentazione così da fargli risparmiare tempo.

Sales manager, una domanda per voi: quando e come chiedete le referenze ai vostri clienti?

– Video “7 ERRORI da non fare”: https://www.youtube.com/watch?v=7IV6BlKuouQ

– Sei gradi di Separazione: https://sociologicamente.it/stanley-milgram-e-la-teoria-dei-sei-gradi-di-separazione-siamo-tutti-collegati/

I colori in un film rappresentano più di un semplice elemento visivo: sono geometria, chimica, narrazione, empatia ed emozione.

León ci accompagna in un viaggio lungo 120 anni, alla riscoperta della storia del colore sul grande schermo: dai primi esperimenti fino alla sua massima diffusione

Tra le varie tecniche e i procedimenti di coloring che si sono succeduti negli anni, vanno ricordate:

• coloritura a mano (1894-1908)

• imbibizione e viraggio (1910s-1930s)

• Kodachrome (1935-2010)

• Technicolor (1916-2000s)

Fun Fact. Il primo film a colori nella storia del cinema italiano è “Totò a colori” del 1952; fu una delle prime pellicole a utilizzare il sistema “Ferraniacolor”.

Anche a voi capita di uscire dai meeting con un cerchio alla testa, storditi da paroloni e anglicismi astrusi, quali brand value, awareness, pittogramma, payoff, logotipo…?

Per corrervi in soccorso, Marco ha riassunto alcuni tra i termini più utilizzati in un vero e proprio GLOSSARIO del branding!

Eccone un piccolo assaggio:

• LOGOTIPO: è la parte testuale che compone il nome di un marchio;

• PITTOGRAMMA: è la parte iconografica, costituita da segni convenzionali;

• PAYOFF: è una breve espressione testuale legata al marchio;

• BRAND IMAGE: è l’insieme delle opinioni che l’audience ha di un brand;

• BRAND AWARENESS: è la capacità di un brand di essere riconoscibile.

E se vi dicessimo che è possibile rimuovere qualsiasi (s)oggetto indesiderato dalle vostre foto in spiaggia, in pochi secondi?

Per avverare il desiderio di ogni (aspirante) influencer basta aprire Photoshop, caricare la foto e pronunciare la formula magica: SHIFT + F5 … e il gioco è fatto!

Ta-daaaaaan: ora potrete eliminare amici fastidiosi, ex fidanzati traditori, nonnine in topless sulla riva e chiunque abbia tentato di compromettere il vostro scatto degno della copertina di Vogue.

La parola d’ordine per ogni graphic designer che si rispetti è: OTTIMIZZARE.
In questa tip il nostro Norberto ci mostra come si possono ridurre le tempistiche del processo creativo su Illustrator, con l’aiuto di alcuni semplici accorgimenti e di una massiccia dose di shortcuts:

“O”: strumento riflesso. Se un oggetto è simmetrico, questo shortcut vi fa risparmiare letteralmente metà del lavoro;

“ctrl /cmd+F”. Permette di copia incollare gli elementi nella stessa posizione e livello del foglio precedente;

X / Shift+x: seleziona traccia/riempimento, inverti colore traccia/riempimento. Così non passerete più le ore a cercare il visualizzatore colore sulla barra sinistra.

 

Non serve essere Alberto Angela per capire che il numero tre – in ambito sociale e culturale – è utilizzato per enfatizzare un messaggio e renderlo più memorabile.

A livello comunicativo il 3 facilita la memorizzazione: tre elementi, tre parole, tre parti. Il fine: innescare una risposta, una reazione e imprimere il concetto nella memoria del ricevente.

Volete qualche esempio? Il buon Victor ne ha quanti ne volete:

• cinema e tv;
• slogan;
• adv;
• musica.