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Secondo un’indagine recente, 7 italiani su 10 ammettono di compiere strafalcioni linguistici. Quindi facciamo luce su 5 errori grammaticali che serpeggiano nel web e nei social:

 

• CE N’È. Terza persona singolare al presente indicativo del verbo ‘esserci’. È un caso di elisione di ‘ce ne è’: la ‘e’ di ‘ne’ cade, e rimane la forma contratta.

 

• STASERA. È un’univerbazione della formula ‘questa sera’ ; caduto il nesso ‘que’, le due parole si uniscono in ‘stasera’.

 

• LINGUINE. Sciogliamo il dubbio: ‘inguine’, è la parte anatomica; le ‘linguine’ rimangono un delizioso tipo di pasta tipica della Liguria.

 

• QUALCUN ALTRO. La grafia corretta è senza apostrofo, essendo un troncamento; mentre al femminile (qualcun’altra) è necessario.

 

• PROPRIO. La parola deriva dal latino proprium e si scrive con due ‘R’. ‘Propio’, variante diffusa sino al ‘300, è stata ormai abbandonata.

 

Qual è l’errore grammaticale più originale in cui ti sei imbattuto?Scrivilo in un commento. Gli errori più divertenti faranno parte della prossima tip sulla #grammatica!

Secondo episodio della rubrica Blank. che ‘PIMPA’ il tuo logo, svelando il processo creativo, i trucchi e i segreti che contraddistinguono ogni (buon) graphic designer. Tre i protagonisti pimpati di oggi:

-un’azienda vinicola

-un marchio di abbigliamento

-un personal logo

Vuoi anche tu qualche consiglio grafico?!  Mandaci il tuo LOGO all’indirizzo info@blank.srl ?

È ufficiale: APPLE TV PLUS entrerà nelle case di milioni di persone dal 1° Novembre 2019. Ma perché Apple ha voluto buttarsi nella mischia dei servizi di streaming, affrontando rivali temibili quali Amazon, Netflix e Disney?

 

La riposta: perché la creazione di contenuti originali è diventata il modo più efficace di promuovere il proprio BRAND. La video strategy è il nuovo modo di fare marketing. Alle soglie del 2020  sempre più aziende si stanno affidando a content creators  nell’ideazione di una personale strategia video che sia continuativa ed accattivante. Perché il cliente non lo devi solo TENERE, ma INTRATTENERE!

Ci sono alcune pubblicità che riescono davvero ad attirare la nostra attenzione. Tanto da farci mettere mano nel portafogli e svuotarlo… mentre in nostro conto in banca diventa il deserto del Gobi.

 

Ed uno degli elementi di ogni AD che si rispetti è lo SLOGAN. Ma cosa rende uno slogan memorabile? Cerchiamo di imparare dai migliori, analizzando una carrellata di slogan pubblicitari che hanno segnato la storia dell’ADVERTISING.

 

1. THINK DIFFERENT. Alla fine degli anni ’90 #Apple lancia un messaggio breve, emozionale e diretto, associato a figure e personaggi storici quali Einstein, Rosa Parks, Thomas Edison, persino Gandhi! Un modo per dare il massimo credito al pubblico, valorizzando il singolo e non la massa.

 

2. I’M LOVIN IT. Il caro vecchio Ronald #McDonald, incrocio tra Pennywise e un clown da cartoni animati. Qui, lo slogan mette in risalto non la qualità del cibo, ma la sensazione che un panino del Mc suscita nel consumatore.

 

3. JUST DO IT. Uno degli slogan più famosi della storia dell’advertising. La campagna di #Nike, lanciata nel 1988 si basa su una frase lapidaria, quasi un ordine. E ha funzionato eccome, facendo decuplicare a Nike le vendite in meno di 10 anni.

 

4. IMPOSSIBILE IS NOTHING. 2004, #Adidas, se ne esce con un messaggio forte e deciso: “Niente è impossibile”. Uno slogan grammaticalmente borderline che consiste in un gioco di parole della frase “Nothing is impossibile”.

 

5. BECAUSE YOU’RE WORTH IT. L’iconico slogan della #L’Oreal è un bel po’ attempato, essendo stato ideato nel lontano 1971. Uno slogan gamechanging per l’emancipazione femminile, inserito negli anni chiave del femminismo worldwide.

 

6. A DIAMOND IS FOREVER. Nel 1947 #DeBeers cerca un modo per incrementare la vendita di diamanti, con uno slogan che punta tutto sulla dimensione affettiva. Questa campagna ha consolidato l’ormai celebre cliché dell’anello di diamanti, quale simbolo del fidanzamento.

 

Domandina finale: qual è lo slogan che più avete amato o quello che vi è rimasto in mente, fin da piccoli? Lasciate un commento sotto il video con la risposta.

 

Se vi è piaciuta la tip potreste anche mettere un bel like e seguire blank. sui social. JUST DO IT!

 

 

Non c’è due senza tre: ecco una terza tip sul mondo IG. Abbiamo parlato di bio, abbiamo parlato di feed. Oggi tocca alle IG STORIES!
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Momento Superquark: le IG stories sono state introdotte nel lontano 2017 per fare concorrenza alle dilaganti Snapchat stories. Un formato veloce, divertente e funzionale, utilizzato da molte aziende ed influencer per comunicare con il loro audience.
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In questo video voglio suggerirti 4 FUNZIONALITÀ delle IG stories per implementare il tuo business.
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1.LINK SULLE STORIE. Ogni IG account sopra i 10k follower può aggiungere la funzione SWIPE UP che permette di accorpare un link alla tua storia. In meno di un secondo l’utente si trova dentro il tuo sito web e conoscere il tuo brand!
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2. HIGHLIGHTS. Le stories rimangono visualizzabili per 24 ore, ma grazie agli highlights puoi mantenere visibili alcune tue storie passate e categorizzarle. Gli highlights sono visibili sotto la tua bio, attirando l’attenzione dell’utente sin da un primo sguardo.
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3. HASHTAG E LOCATION. Tra le features delle IG stories, due sono davvero importanti: gli hashtag e la localizzazione. Se utilizzi hashtag e localizzazioni specifiche hai più probabilità che la tua storia venga visualizzata da più persone!
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4. STICKERS. Nelle stories puoi aggiungere emoji, gif, lanciare sondaggi, domande, far partire countdown… Un modo per rendere il tuo audience più attivo possibile. Non c’è niente di meglio di un po’ di creatività per aumentare l’engagement.
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Bene, questi erano 4 piccoli consigli su come aggiungere un po’ di pepe alle tue STORIES su Instagram.

Quindi non fare come max Pezzali: “”stessa storia, stesso posto, stesso bar””. La storia cambiala, il posto aggiungilo alla location, e tagga il bar!?

Per la Blank. TIP di questa settimana, lanciamo un appello: DESIGNER di tutto il mondo, UNITEVI!

Ecco il primo episodio di PIMP LOGO DESIGN, una mini-rubrica per imparare a valorizzare il tuo LOGO, la tua grafica, il tuo sito!

Scopriamo insieme qualche TRUCCHETTO del graphic design: forme, colori, font…Tutto quel che serve per rinfrescare un po’ il tuo stile. Il diavolo sta nei DETTAGLI (e anche un buon logo!)

Vuoi dei consigli sulla tua grafica?! Mandaci il tuo LOGO all’indirizzo info@blank.srl

Da copywriter frustrato, voglio lanciare una campagna nazionale: “SALVIAMO l’italiano nel web”; basta refusi, goffe abbreviazioni e caption in ostrogoto! Ecco quindi una piccola galleria degli ORRORI GRAMMATICALI che continuano a spopolare nei social…E la loro CORRETTA grafia!

1.QUAL È o QUAL’È? Poniamo fine a questo dubbio amletico, ribadendo che “qual è” va SENZA APOSTROFO, essendo un’apocope vocalica (o troncamento).

2. GLI/LE. Non serve più andare fino a Casablanca per cambiare sesso: basta sbagliare pronome! Quando mi riferisco ad una persona di sesso FEMMINILE si deve usare LE, quando ho di fronte un maschietto, GLI.

3.DA o DÀ? Dipende dai casi: va ACCENTUATO quando lo utilizzo come 3a persona singolare del verbo DARE (all’indicativo presente), quando invece “da” è semplice preposizione, no.

4. PERCHÈ o PERCHÉ? Vuole l’accento grave o acuto? Riposta: ACUTO. Come regola generare ricordatevi che tutti i composti di “-che” vanno con l’accento acuto (poiché, giacché, sicché…).

5.PO’, PO, PO’? La grafia corretta è con l’APOSTROFO. Nonostante sia anch’esso un troncamento, “po’” è una delle poche eccezioni che richiede l’apostrofo.

Errore bonus:” PURTROPPO”. Purtroppo per voi, purtroppo si scrive purtroppo con la “R” e non con la ”L”…Purtroppo è così!

Ma ora ditemi qual è l’ERRORE che, purtroppo, vi dà il mal di testa ogni volta che lo vedete. E perché?! Se vi è piaciuto il video mettete like e seguite Blank sui social. Sennò, beh, continuate pure a sbagliare gli accenti!

Si sa, la simpatia gioca un ruolo importante nei rapporti interpersonali. Ma come si fa a risultare simpatici? Non essendoci una formula magica, ecco qualche consiglio pratico per niziare un colloquio con il piede giusto.

1.SII CONCILIANTE E SOCIEVOLE. Trova dei punti di contatto con il cliente, per vincere l’imbarazzo iniziale. Inducilo a dire più “si” possibile e mai “no”.

2. INTERESSATI AGLI ALTRI. Dai credito a chi hai di fronte; l’ammirazione ed il rispetto portano sempre a simpatia ed affetto.

3.EVITA LE DISCUSSIONI. Cerchiamo inoltre di non dare mai torto a chi ci è davanti: non c’è nulla di peggio di una discussione infiammata per incrinare i rapporti.

4.ASCOLTA. Dai più importanza alle sue parole che alle tue, lascia che sia lui a gestire parte della conversazione e mostrati aperto e comprensivo.

5.RICORDATI IL NOME. Serve davvero che ti spieghi perché è importante? Rivolgiti al tuo interlocutore chiamandolo per nome.

Questo conclude la mia guida rapida per “risultare simpatici ai nuovi clienti”. La cosa più importante rimane il rispetto per chi hai davanti e l’umiltà che deve contraddistinguere ogni commerciale…e ogni brava persona.

Seconda Blank. tip dedicata al mondo IG: oggi parliamo del FEED, ovvero la schermata principale in cui sono visibili tutti i contenuti del tuo profilo.

La comunicazione visiva rimane il punto focale di questo social, quindi ecco alcuni veloci suggerimenti sul tuo look IG:

  

• Scegli uno SCHEMA COLORE. Opta per colori che caratterizzano il tuo marchio o che ritieni più in linea con il brand

 

• CREA CONTENUTI di qualità. L’asticella si alza per tutti, quindi opta per foto in alta definizione e limita contenuti “last minute”

  

• PIANIFICA IL TUO CONTENUTO. Quel che ti occorre è un piano editoriale, dando una regolarità ai tuoi post e creando mini-format

 

• Utilizza a dovere la POST PRODUZIONE. Parti con il definire un pattern su cui basare il tuo editing; fai valere la tua creatività rimanendo riconoscibile

 

• Ricordati di VARIARE I FORMATI. Ad oggi IG permette 4 tipi di contenuti nel feed. Foto singola, video e caroselli e shopping post

 

Ora va’ e fa del tuo FEED un post MIGLIORE. Ciao!

Devi scrivere una MAIL di lavoro ma non sai da dove iniziare! Stilare un testo convincente è tutt’altro che facile; il rischio: risultare freddi, fuori luogo o fraintesi.

   

Quindi ecco 5 PUNTI per strutturare la tua mail di lavoro:

   

1.OGGETTO DEL MESSAGGIO. Sii breve e conciso; spefica il tema ed il perché stai inviando questa mail.

   

2. INTESTAZIONE. Non fare il maleducato e saluta! Per rivolgerti al destinatario in modo formale puoi optare per “egregio“ o “spettabile“, seguite dal nome ed il suo titolo. Ah, dopo il nome: “virgola” ed a CAPO!

   

3. Il CORPO del messaggio. Devi tenere sotto controllo la grammatica, la punteggiatura ed il lessico. Ma soprattutto VAI DRITTO AL PUNTO.

   

4. Saluti. È il tempo di congedarsi, magari usando un po’ di formule standard; un buon esempio: “in attesa di un suo gentile riscontro, la saluto cordialmente”.Ricordati di FIRMARE!

   

5. RILEGGI LA MAIL. Prima dell’invio abbi l’accortezza di rileggere; sarei stupito se non trovassi almeno un errore.

   

Se il video ti è stato utile metti like e seguici sui social! Buona giornata e buona scrittura!