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Ok, abbiamo avuto un’idea stratosferica per un video, una campagna o un logo ma dobbiamo ancora presentarla al cliente: come fare?

No panic, ladies and gentlemen: per (con)vincere con un sales pitch da 10 e lode, basterà evitare 7 errori che il nostro Simone ha riassunto per voi:

• NON partire troppo presto

• NON dimenticarti gli obiettivi

• NON usare diminutivi

• NON finire con “e niente”

• NON scuotere la testa

• NON usare il “secondo me”

• NON dimenticare le tempistiche

Ma branding e marketing sono la stessa cosa? Diciamolo subito: NO! Fare branding e fare marketing sono due cose diverse e richiedono competenze e strumenti differenti.

Se il fine ultimo del marketing è la conversione economica, quello del branding è comunicare il brand. La differenza sostanziale è che il branding mira a conoscere TE STESSO, te azienda, i tuoi valori, la tua storia, mentre il secondo mira a conoscere il TUO CLIENTE e a targetizzarlo.
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Morale della favola: branding e marketing sono complementari. Uno non esclude l’altro, anzi, possono (e devono) lavorare in sinergia per valorizzare un brand a 360 gradi!

Cosa rende memorabile un film? Gli attori, la regia, la fotografia, la colonna sonora? Acqua, acqua La risposta è: lo SCRIPT!

Lo script (o sceneggiatura) è un testo destinato a essere girato e a diventare un film, una serie, un video… è cioè la storia che vediamo trasposta sullo schermo

Il modello più conosciuto di uno script è la “struttura in 3 ATTI” di Aristotele, che divide la narrazione in 3 momenti:

• ATTO I – Setup. Si introducono i personaggi, il setting e la vicenda.

• ATTO II – Confrontation. Il/la protagonista affronta una serie di ostacoli.

• ATTO III – Resolution. La tensione tocca il punto massimo e si risolve.

Gianni Dalla Mora, CEO e founder di Womsh, ci racconta la filosofia inclusiva alla base del suo innovativo fashion brand.
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L’avventura inizia nel 2014 con una visione: creare delle calzature 100% Made in Italy, sostenibili e rispettose dell’ambiente.
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Perché il cambiamento (positivo) inizia con una scelta, consapevole, responsabile: il primo passo verso un futuro fatto di piccoli gesti, ma grandi traguardi.
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Vi siete mai chiesti perché, al cinema e in televisione, ci sono delle BANDE NERE sopra e sotto l’immagine? Ve lo spiega il nostro Leon!

In questa tip si parla di aspect ratio, messinscena, proporzioni e tanti altri paroloni che mandano videomaker e cinefili in estasi!
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Dopo un excursus storico sull’evoluzione delle proporzioni cinematografiche (e televisive), passiamo a qualche esempio.
E scopriamo le tecniche utilizzate da registi del calibro di:
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• Christopher Nolan
• Wes Anderson
• David Lowery
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Lo sapevate? Nel Blank. team si nasconde una madrelingua inglese. E potevamo forse non usare il suo “superpotere” in una tip? Of course not!

La nostra Natasha sale in cattedra per una lezione flash su alcuni anglicismi che sono entrati nel nostro paradigma linguistico da anni, ma che ancora tanti (troppi?) italiani sbagliano a pronunciare.

But no worries, dopo aver visto questo video anche i termini più difficili vi sembreranno easy peasy (lemon squeezy). Ecco alcune delle ‘tricky words’ sotto accusa:

• Management
• Performance
• Google Adwords
• CEO

Branding e pandemia. Un binomio con cui tutte le aziende del mondo stanno facendo i conti. Il lockdown ha cambiato il modo di vivere la nostra socialità, le interazioni, le relazioni. Ma anche le strategie comunicative!
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La domanda è: quali contenuti fare nei prossimi mesi per valorizzare il proprio prodotto? Il nostro Simone ne ha riassunto le caratteristiche n alcuni punti chiave:
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• Opta per video Hub. Veloci, chiari e dal costo ridotto: possono essere fatti senza riprese (pensate al motion design!) e vanno dritti al punto;
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• Racconta la tua autenticità. Le persone premiano la trasparenza e instaurano legami con i loro brand di riferimento;

• Spiega sempre il perché. È importante spiegare le motivazioni di una specifica scelta, perciò coinvolgi il tuo pubblico;
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• Basta al finto Made in Italy. L’audience è sempre più preparato, l’ultima cosa che cerca sono strumentalizzazioni inutili e, ormai, inflazionate.

Non si può nominare “His Airness” Michael Jordan senza parlare di Nike. La stella dei Chicago Bills è legata al marchio con lo ‘swoosh’ da oltre 30 anni ormai, e il binomio continua a riconfermarsi vincente.

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Nella docu-serie “The Last Dance” (disponibile su Netflix) MJ rivela i behind the scenes durante la firma di uno dei contratti giù proficui e famosi nella storia dello sport.

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Jordan avrebbe preferito chiudere con Adidas o Converse. Ma Nike, che negli anni ’80 era ancora un underdog nel mercato, gli ha proposto con un Deal senza precedenti.

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Nascono le “Air Jordan”. Aspettative: 3 milioni di vendite nei primi 3 anni.
Realtà: oltre 100 milioni… in 12 mesi! Da quel momento il modello diventa più di una semplice scarpa, ma lo status symbol di una delle icone popolari più celebri di sempre.
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Disney Plus è approdato negli schermi italiani da più di un mese, ormai.
C’è chi lo ama, chi lo critica e chi… come noi, prova a farne un rebranding!

Marco si tuffa in un esperimento di redesign a tutto tondo, dando una nuova veste grafica alla piattaforma. Dove metterà le man il nostro graphic designer:

• Logo
• User Interface
• Mobile UI

(Ora aspettiamo solo che Disney ci scriva per firmare il contratto!).

Come si è trasformata la comunicazione dei brand nel corso degli anni? ?
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??1950-1990: il contenuto spiega le specifiche del PRODOTTO ?? il prodotto/servizio è al centro.
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??1990-2012: il contenuto è orientato al CLIENTE ??gli spot fanno leva sulle emozioni e sull’individuo.
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??2012-2017: il pubblico cerca VALORI ?? il cliente vuole sentirsi parte di qualcosa di più grande.
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??2017-in corso: il contenuto si “sposta” nel DIGITALE ?? contatto diretto con il cliente tramite canali interattivi.
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Il content 4.0: racconta STORIE VERE, fidelizza gli utenti li coinvolge.Il brand che saprà instaurare un dialogo alla pari con i propri clienti, ne uscirà VINCITORE.
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